La sera dell’8 Marzo, nella Basilica di San Benedetto a Norcia, l’Arcivescovo Boccardo, alla presenza delle istituzioni religiose e civili, ha acceso, come ogni anno, la Fiaccola benedettina “Pro Pace et Europa una”, evento di avvio delle celebrazioni liturgiche in onore del Patrono principale d’Europa.
Perché Benedetto da Norcia, distante dai clamori del suo tempo, lontano da gesti rivoluzionari, portatore di una spiritualità raramente codificata e con una biografia ai più misteriosa, ancora oggi è definito “Maestro di vita” per gli uomini non solo del suo, ma anche del nostro tempo? Perché, come per i classici della letteratura e le pagine storiche più memorabili della spiritualità, il suo messaggio e il suo esempio non hanno bisogno di essere modernizzati e resi attuali: moderni e contemporanei lo sono già.
Il suo messaggio ha inteso unire Fede e Cultura, binomio che, minacciato e lacerato in questi nostri decenni, dimostra proprio nella sua debolezza la sua insostituibile importanza.
San Benedetto è partito da Norcia: ogni comunità umana può farlo partendo da se stessa. E’ la “forza del contagio” che conta: così è nata la Comunità europea che oggi fatica a definire le proprie radici, che tenta di rifondarsi su concetti spesso erronei di libertà e che sta smarrendo il carattere unitario che l’aveva resa, prima fra le Unioni di Nazioni, in grado di superare le frontiere nazionali e le rivalità dei popoli.
Benedetto da Norcia partì da una piccola Città verso la Città eterna, in una situazione storica tremenda: l’Impero Romano (il mondo globale di oggi) era in preda ad una gravissima crisi economica, politica e sociale e il Monachesimo occidentale diede esempio e via di ripresa sulla base di valori condivisibili, applicabili e comuni a tutti i popoli. Oggi si ripete, come sempre accade nella Storia, la stessa fase, in condizioni apparenti diverse, ma sostanzialmente molto simili: oggi i Popoli d’Europa, uniti solo parzialmente e a fasi evidentemente alterne solo da una moneta e da un mercato economico, hanno più che mai bisogno di una culla di valori alla quale ispirarsi per una nuova strategia di ripresa comune.
Il volto europeo ha bisogno di nuovi occhi, lo spirito europeo ha bisogno di fermento: una Regola “minima, tracciata solo per l’inizio”, un percorso comune per l’Umanità.
Fonti: http://www.ildonodellavita.it